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November 13 Aicizie PerduteAlle volte pensi che ci sono cose nella tua vita che non devono cambiare
che sono perfette così come sono... e dovrebbero restare
IMMUTATE
poi qualcosa stravolge l'ordine delle cose,una litagata,un'incomprensione
TUTTO CAMBIA
IMPROVISAMENTE vedi le cose sotto un'altra luce, in modo diverso.
Ti rendi conto che nulla è per sempre, e soffri
soffri al punto che il tuo cuore sembra sul punto d'esplodere e gridi.
Chi ti doveva ascoltare e consolare ormai è un'ombra lontana, scivola via.
Allora capisci che NON ti puoi fidare degli amici,
che non esistono, che sono solo persone che fingono di volerti bene!
Per fortuna ho ancora qualcuno accanto a me
LUI MI AMA
Me lo ha dimostrato, so che sarà sempre al mio fianco, so...
CHE POSSO FIDARMI
so...che se mi lasciassi cadere nel vuoto, mi prenderebbe al volo.
Oggi il Mio Cuore SOFFRE
ha perso una parte di se
C'é chi colmerà il vuoto e guarirà la ferità
ma rimarrà una cicatrice così profonda...
che sarà difficile fidarsi ancora!
NON ACCADRA' PIU'
May 12 Pablo NerudaL'amore perduto
I miei desideri vanno via oltre all'amata February 05 Maestri del Clarinetto (2° Parte)Woody Allen
Woody Allen
Woody Allen al secolo Allen Stewart Königsberg (New York, 1 dicembre 1935) è un regista, sceneggiatore e attore statunitense, nonché comico, autore teatrale, scrittore umoristico e clarinettista jazz. La sua intensa produzione (una media di quasi un film all'anno) ed il suo stile cerebrale e raffinato l'hanno reso uno degli autori cinematografici più rispettati e prolifici dei nostri tempi. Scrive e dirige i propri film, ed ha recitato in molti di essi nel ruolo di protagonista. I temi affrontati da Allen - dalla crisi esistenziale degli ambienti intellettuali alla rappresentazione spesso autoironica della società ebreo-newyorkese - rispecchiano la sua passione per la letteratura, la filosofia, la psicoanalisi, il cinema europeo, e soprattutto per la sua città natale, New York, dove ha vissuto per tutta la vita, e dalla quale trae continua ispirazione. Interessi e tematiche
La psicanalisi
Celebre per la sua immagine nevrotica, Allen ha passato più di 30 anni in psicanalisi. Frequenta per la prima volta uno specialista nel 1959, a soli 24 anni, poiché inizia a sentirsi malinconico senza capirne il motivo. Da allora la terapia diventa un appuntamento fisso ed irrinunciabile, in media una volta a settimana, tranne brevi periodi di pausa. In momenti più intensi, invece, Allen arriva a frequentare lo studio di psicologi addirittura tre volte a settimana. Gran parte dei suoi film contengono riferimenti a questo suo problema o anche scene esplicite di psicanalisi, ed è diventata una caratteristica essenziale del "personaggio" Allen. Persino il film d'animazione Z la formica, nel quale Allen doppia il protagonista Z, inizia con una classica scena di psicanalisi. Il regista ha dichiarato di aver concluso la terapia più o meno al tempo dell'inizio della sua relazione con Soon-Yi Previn, anche se ha dichiarato di soffrire ancora di claustrofobia ed agorafobia. Il jazz e il clarinetto
Louis Armstrong, uno degli artisti preferiti di Allen Allen è un grandissimo fan e conoscitore della musica jazz, che spesso è una presenza prominente nella colonne sonore delle sue opere, soprattutto quella classica americana degli anni trenta e anni quaranta. Non a caso nel finale di Manhattan, nella scena nella quale Isaac Davis (interpretato dallo stesso Allen) elenca a se stesso, ed al pubblico della pellicola, le cose per cui vale veramente la pena vivere, accanto a Groucho Marx, Joe DiMaggio, il secondo movimento della sinfonia Jupiter, i film svedesi, L'educazione sentimentale di Flaubert, Marlon Brando, Frank Sinatra, le incredibili mele e pere dipinte da Cézanne e i granchi da Sam Wo mette il suo amato Louis Armstrong, e in particolare la sua celebre incisione di Potato Head Blues. Accanto ad Armstrong, una presenza ricorrente nelle pellicole di Allen, il regista newyorchese ha usato autori classici del calibro di Irving Berlin (noto per non aver mai concesso a nessun altro regista, nemmeno a Federico Fellini, i diritti delle sue canzoni), Rodgers & Hammerstein, George Gershwin, le celebri orchestre di Tommy Doorsey e Glenn Miller e le performance di Fred Astaire e Ginger Rogers, che compaiono anche in uno spezzone nel quale ballando al ritmo di Cheek to Cheek in La rosa purpurea del Cairo, ma ha anche selezionato alcuni tra i migliori musicisti contemporanei, tra i quali Burt Bacharach (in Ciao Pussycat), Marvin Hamlisch (in Prendi i soldi e scappa e Il dittatore dello stato libero di Bananas) e Dick Hyman (in La rosa purpurea del Cairo e La dea dell'amore). In alcuni casi, come per la colonna sonora de Il dormiglione, Allen stesso ha scritto le canzoni originali necessarie, interpretandole poi con la celebre Preservation Hall Jazz Band, o ha composto alcuni pezzi ispirandosi a grandi musicisti, non necessariamente jazzisti, come Sergej Prokofiev (per Amore e guerra, ambientato in Russia), Felix Mendelssohn (per Una commedia sexy in una notte di mezza estate), Kurt Weill (ispirandosi al suo Soldati e bombe per esigenze espressionistiche in Ombre e nebbia) o Frank Sinatra (ispirandosi a If You Are But a Dream per Radio Days).
Woody Allen e la sua New Orleans Jazz Band Tuttavia Allen non è solo un fan del jazz, ma lo ha sempre suonato sin dall'adolescenza per poter a sua volta esibirsi. All'età di 15 anni impara a suonare il clarinetto, esercitandosi giornalmente. I suoi primi spettacoli pubblici risalgono addirittura a partire dagli anni sessanta. Una delle sue prime performance televisive fu quella al The Dick Cavett Show il 20 ottobre 1971. Woody Allen e la sua New Orleans Jazz Band a partire dagli anni settanta suonano tutti i lunedì sera al Cafè Carlyle di Manhattan (fino al 1997 suonavano al Michael's Pub), un piccolo locale sempre assiepato dai fan, soprattutto europei, tranne rari casi nei quali Allen è fuori città per la lavorazione dei suoi film. Il gruppo è specializzato in New Orleans jazz degli inizi del XX secolo, lo stile tipico, tra gli altri, di Louis Armstrong, ed ha pubblicato un CD originale, The Bunk Project (1993). Il gruppo ha intrapreso diversi tour, soprattutto in Europa, a proposito dei quali Allen ha dichiarato :"Sono sempre sorpreso ogni volta che veniamo in Europa e abbiamo la possibilità di suonare in queste grandi e prestigiose sale concerto. Io personalmente sono un musicista molto molto mediocre e quindi suppongo che la gente venga a vederci più che a sentirci. Il nostro pubblico ha visto tutti i miei film e per questi film probabilmente accorre a teatro, non certo per la musica. Se non fosse per il cinema e fosse solo per il sottoscritto non verrebbe nessuno ad ascoltarci, questo vale per Milano, per Parigi, per Vienna. Siamo sempre molto sorpresi vedendo tutte quelle persone a teatro". Il documentario Wild Man Blues (1997), diretto da Barbara Kopple, documenta un tour europeo del 1996 di Allen e il suo gruppo, così come la sua relazione con Soon-Yi Previn. La colonna sonora del documentario è interamente composta da brani interpretati dalla band, ed è stata pubblicata nel 1997. La sua passione lo ha portato a scegliere il suo nome d'arte da uno dei suoi idoli, il celebre clarinettista Woody Herman, ma anche a chiamare gli ultimi due figli adottati con la moglie Soon-Yi Previn, Bechet e Manzie, con i nomi di due dei suoi jazzisti preferiti, rispettivamente Sidney Bechet e Manzie Johnson. New York, Parigi, VeneziaNew York è senza dubbio la città che più viene associata a Woody Allen e alla sua opera, essendo la sua città natale, nonché il luogo dove ha sempre vissuto. A New York sono ambientati moltissimi suoi film, come il celeberrimo Manhattan. La comicità verbale di Allen è derivata da quella degli ambienti artistici ebraici newyorchesi; molti suoi racconti presentano termini dell'yiddish, la lingua degli ebrei dell'est europeo diffusa anche nella Grande Mela in questi ambienti.[1] Non è possibile separare l'immagine del regista dalla sua città. La New York di Allen è quella degli intellettuali e delle classi medio-alte, non quella dei quartieri "bassi". Questo per il fatto che è quella da lui conosciuta e non ha niente a vedere con una preferenza "classista". A proposito, ha dichiarato in un'intervista, a una domanda sulle critiche ricevute sul fatto che si occuperebbe solo dei problemi della borghesia bianca della città: "Se è per questo la comunità ebraica mi accusa di parlare male degli ebrei e quella di colore stigmatizza il fatto che io non inserisco mai attori neri nelle mie pellicole... Io abito in una città ed in un certo ambiente ricco. Quello che mi diverte è raccontare quello che vedo. Tutti pensano che "i ricchi" non abbiano problemi, quando, invece, in ogni mio film dimostro come le persone abbienti hanno i problemi di tutti quando vengono a scontrarsi con le questioni di cuore o psicologiche.[2]" Significativo dell'amore per la sua città che l'unica apparizione (tra l'altro fuori concorso, nel 2002) alla notte degli Oscar(cerimonia sempre disertata, anche quando era in gare e vinse), come già detto, di Allen sia stata per sostenere, con un montaggio di clip newyorchesi, dai suoi film, la città, invitando il cinema a non abbandonarla, dopo l'11 settembre. Il regista era presente il giorno degli attentati, a Manhattan, e si è detto "distrutto ma non sorpreso" ma orgoglioso di come reagì la popolazione.[3] Le altre città amate da Allen sono Parigi e, soprattutto Venezia. Grande amante dell'Italia e della città lagunare, appunto, in particolare, ha contribuito economicamente alla ricostruzione del teatro La Fenice, distrutto da un incendio il 29 gennaio 1996 e riaperto il 14 dicembre 2003. Il 22 dicembre 1997 ha scelto Palazzo Cavalli-Franchetti per le sue terze nozze, con Soon-Yi Previn. A proposito di Venezia ha dichiarato:
February 02 Maestri del Clarinetto (1° Parte)Paolo RavagliaPaolo Ravaglia (Lugo, 7 agosto 1959) è un clarinettista e concertista italiano. BiografiaBrillantemente laureato in clarinetto, musica jazz e musica elettronica. Performer polistrumentista o meglio, panclarinettista, ha spaziato, nella sua ricerca artistica, dal repertorio per chalumeaux e clarinetti antichi alla musica d'avanguardia, attraverso l'approfondimento della musica afro-americana e lo studio delle ance semplici popolari. Ha effettuato tournées in tutta Europa, in Asia, in Africa, in Giappone, negli U.S.A. e in America latina, solista ospite di Università, importanti Festival e prestigiose Istituzioni concertistiche. È attualmente Presidente della Associazione Nuova Consonanza e docente titolare della cattedra di clarinetto al Conservatorio "G.B. Martini" di Bologna. È inoltre membro di Alter Ego, ensemble che dal 1991 collabora fattivamente con molti tra i più importanti compositori di oggi. Dal 1993 a tutt'oggi collabora col clarinettista e compositore William O. Smith alla realizzazione di originali performances di musica d'avanguardia e di musica jazz. Come relatore ed esecutore ha tenuto conferenze e seminari sul clarinetto per Università e prestigiose istituzioni pubbliche e private in Italia, Europa e U.S.A. Ha al suo attivo diffusioni radiofoniche o televisive pressoché in tutte le nazioni ove ha suonato. Intrattiene rapporti discografici con: B.M.G.-Ricordi, Minstrel, Edipan, Stradivarius, Via Veneto Jazz-RCA Victor, ESZ, Jazz Mobile, Biennale di Venezia, Touch. I CD in cui ha lavorato sia come solista sia come sound designer hanno vinto premi in America ed Europa, non ultimo l'Editor's Choice della rivista inglese Gramophone. Versatile esecutore anche nel campo della musica alternativa (qualsiasi cosa questo termine voglia dire), ha collaborato con artisti come: Pansonic, Matmos, Djivan Gasparian, Gavin Bryars, Philip Glass, Frankie HI-NRG MC, D-fuse, John De Leo, Scanner,Philip Jeck e molti altri. Molto attivo e apprezzato come performer-on-stage per la danza contemporanea e il teatro in musica e anche come compositore di colonne sonore per il cinema ("Private" - Pardo d'oro al Film Festival di Locarno 2004, "In Memoria di me" 2007). [www.paoloravaglia.it] January 17 il Mio Adorato Clarinetto!Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Il clarinetto è uno strumento musicale a fiato ad ancia semplice battente appartenente alla famiglia dei legni. Il timbro del clarinetto è suadente e grintoso. Nella sua estensione si divide in diversi registri, ognuno con le proprie particolarità: il registro grave, detto registro dello Chalumeau, è caldo e pastoso; il registro medio, o del clarino, è brillante; il registro acuto è potente e squillante. La cameratura del clarinetto è sostanzialmente cilindrica e per questo motivo il clarinetto produce suoni una ottava più gravi di uno strumento di eguale lunghezza ma provvisto di cameratura conica. All'estremità superiore c'è l'imboccatura, detta anche bocchino e a quella inferiore una svasatura a campana. Il legno utilizzato per costruire il clarinetto è in prevalenza l'ebano, che conferisce il caratteristico colore nero. Esistono clarinetti costruiti in metallo e cristallo, poco apprezzati per il loro suono aggressivo e freddo in contrapposizione al timbro caldo e pastoso dei clarinetti in ebano. I clarinetti costruiti in materiale plastico (ABS) sono invece strumenti da studio. Sul clarinetto sono presenti ventiquattro fori di dimensioni differenti. Sette fori, di cui sei circondati da anelli, sono chiusi dalle dita, gli altri vengono chiusi dai cuscinetti azionati dalle diciassette o diciotto chiavi (a seconda del modello ) o dagli anelli. Il clarinetto è diviso in cinque parti svolgenti funzioni diverse unite ad incastro con guarnizioni in sughero. Partendo dall'alto c'è il bocchino, corredato di ancia e legatura, che serve a produrre le vibrazioni sonore. Segue il barilotto che fa risuonare le vibrazioni. Poi c'è la parte centrale costituita dal corpo superiore e quello inferiore. Attualmente si costruiscono clarinetti col pezzo superiore ed inferiore uniti. Su queste due parti ci sono i fori, le chiavi e gli anelli e, mediante impostazione delle dita, le vibrazioni vengono modellate per ottenere i suoni desiderati. Lo strumento termina con la campana che dà ulteriore risonanza ai suoni. Il suo ingresso in orchestra è avvenuto solo alla fine del 1700 per merito di Mozart, che ne intuì l'originalità del timbro e le risorse tecniche.
I generiGrazie alle doti espressive e tecniche, il clarinetto è presente in vari generi musicali. È ampiamente presente in musica classica dove si trova prevalentemente in orchestra. Qui, all'interno della sezione dei "legni", svolge un ruolo di sostegno agli "archi" e spesso gli vengono affidate parti "a solo". Un esempio è nella Forza del Destino di Giuseppe Verdi e nella prima parte della celeberrima aria "E lucean le stelle" dalla Tosca di Giacomo Puccini. Al clarinetto sono dedicati svariati concerti solistici, tra cui il Concerto K 622 di Wolfgang Amadeus Mozart e numerose opere di Carl Maria von Weber. Copiosa è la produzione di musica da camera che vede il clarinetto in molteplici formazioni. Il clarinetto è molto usato nelle bande musicali in cui riveste un ruolo paragonabile per importanza a quello dei violini in orchestra. Nel genere jazz è utilizzato nelle orchestre e come strumento solista e deve la sua fama principalmente al genio di Benny Goodman. Nella musica popolare si distingue per la tecnica brillante, in particolare nel genere del ballo liscio. Un compositore capostipite di questo genere da ballo è stato Secondo Casadei, che ha assegnato al clarinetto in Do le parti virtuosistiche principali del liscio romagnolo. È inoltre utilizzato nella musica Klezmer. La famigliaEsistono diversi tipi di clarinetti, differenti per intonazione. Questi strumenti formano una vera e propria famiglia composta dai seguenti tipi di clarinetto: piccolo in La♭ (noto come "sestino"); piccolo in Mi♭ (o anche "quartino"); soprano in Do, soprano in Sib; soprano in La; contralto in Fa (noto come corno di bassetto); contralto in Mi♭; basso in Si♭ (o clarone); contralto in Mi♭ (detto anche "contra-alto" o "octocontralto" secondo l'uso anglosassone, per distinguerlo da quello un'ottava più acuto), contrabbasso in Si♭. Genericamente, quando si parla di clarinetto, si sottintende il registro facendo implicito riferimento al clarinetto soprano in Si♭, il più utilizzato. Data la sua vastità, la famiglia dei clarinetti ricopre una grande estensione. Ogni membro della famiglia, inoltre, ha la propria particolare timbrica. Queste caratteristiche consentono di far fronte alle più disparate richieste dei compositori che, nel corso degli anni, sono diventate sempre più audaci. Il clarinetto è uno strumento di estrema versatilità, le cui potenzialità vengono sfruttate sia in orchestra, sia in banda, in diverse formazioni di musica da camera e nelle formazioni di soli clarinetti (i cosiddetti "cori di clarinetti"). Esistono varie composizioni orchestrali, specie di Richard Strauss, che richiedono la presenza del clarinetto piccolo in Mi♭. Tutte le composizioni per orchestra (esclusa quella d'archi) includono i clarinetti soprano in Sib o in La. Altre partiture richiedono la presenza del clarinetto basso come, ad esempio, "Gli Ugonotti" di Giacomo Meyerbeer, l'Aida di Giuseppe Verdi e diverse opere di Richard Wagner. Altre ancora richiedono il clarinetto contrabbasso, un esempio è il "Fervaal" di Vincent d'Indy. I clarinetti trovano ampio spazio nelle composizioni cameristiche e negli studi. In banda è largamente presente il soprano in Si♭, meno presenti sono il piccolo in Mi♭, il contralto in Mi♭, il basso in Si♭ e il contrabbasso in Si♭. L'estensioneLa maggioranza dei clarinetti hanno un estensione che va dal (in chiave di violino, in note trasposte) primo MI sotto il pentagramma fino ad arrivare al secondo DO sopra il pentagramma, ed alcuni lo portano fino al RE o MI (trattatasi già dal secondo sol# al di sopra del pentagramma di note eccezionali). Pertanto, per una più corretta formulazione, si può affermare che l'estensione ordinaria del clarinetto è di tre ottave più un intervallo di terza minore. La storiaLo strumento più antico che adotta il principio dell'ancia semplice è il memet egiziano, costituito da una coppia di canne e conosciuto dal 2700 AC. Esistono vari tipi di strumenti che adottano questo principio tra cui le launeddas sarde, conosciute dal 900 AC. Sullo stesso principio si basa lo chalumeau, il predecessore del clarinetto, costituito da un tubo cilindrico di canna alla cui parte superiore c'era un'incisione fatta per ricavare l'ancia. Lo chalumeau fu soggetto ad innovazione attorno al 1690 da parte di Joahnn Christian Denner, un artigiano di Norimberga. Lo strumento di Denner aveva sei fori anteriori e uno posteriore e due chiavi chiuse, una posta sopra i fori anteriori e l'altra su quello posteriore, che chiudevano altri due fori. Successivamente Denner e i suoi figli hanno spostato il foro della chiave posteriore e lo hanno rimpicciolito per poterlo utilizzare sia come chiave del Sib, sia come foro portavoce, aprendo quindi le porte del registro superiore o "registro di clarino". Il termine clarinetto appare per la prima volta nel 1732 nel "Musicalishes Lexicon" di Johan Gottfried Walther in cui è scritto: "Sentito a distanza, esso suona piuttosto come una tromba". Ciò spiega il nome clarinetto derivato da clarino, termine oggigiorno utilizzato impropriamente, che indica uno strumento appartenente alla famiglia delle trombe. Il clarinetto ebbe un suono penetrante probabilmente fino al principio del 1800; si ritiene così perché i metodi per imparare a suonare il clarinetto pubblicati dal 1850 sottolineano il suono "ora più pieno dolce e piacevole" dei clarinetti precedenti. Lo sviluppo del clarinetto continua nel 1740 quando Jacob Denner (figlio di Joahnn Christian) aggiunse al clarinetto una lunga chiave aperta per realizzare il Si3 (prima impossibile), riempiendo questo "buco nell'estensione dello strumento e portandolo all'estensione attuale. Nei decenni successivi diversi artigiani hanno fatto tentativi per migliorare lo strumento, senza ottenere risultati rilevanti. Un passo importante è stato fatto da Ivan Müller, un musicista parigino nato in Russia. Müller costruì un clarinetto dalle caratteristiche rivoluzionarie. Il suo strumento aveva tredici chiavi con un nuovo tipo di cuscinetti e con i fori cigliati. Quello di Müller è stato il primo clarinetto a poter suonare in tutte le tonalità. Nel 1812 fu esaminato dagli specialisti del conservatorio di Parigi e, nonostante le sue notevoli potenzialità, fu rifiutato. Nonostante ciò il clarinetto di Müller ha posto le basi al clarinetto tedesco. Successive modifiche al clarinetto sono state apportate da Hyacinthe Eléonore Klosé, il produttore del clarinetto "sistema Boehm". Klosé ha basato il suo lavoro su quello fatto da Theobald Boehm che introdusse sul flauto le chiavi ad anello. Klosé adottò gli anelli sul clarinetto, adottò i fori cigliati di Müller e aggiunse nuove chiavi per un totale di diciassette. Questo strumento era facile da gestire e dava la possibilità di suonare in tutte le tonalità. Fu Klosé stesso ad esibirlo per la prima volta a Parigi nel 1839. Oggi è il tipo di clarinetto più diffuso. Al clarinetto di Müller gli anelli sono stati applicati da Carl Bärmann. Poi Oskar Oehler modificò la posizione delle chiavi adattandole alle caratteristiche delle mani e migliorando quelle acustiche. Questo è il clarinetto attualmente utilizzato in Germania e, con piccole differenze, in Austria. Il clarinetto è tuttora sottoposto a miglioramenti tecnici. Si cerca di ottenere caratteristiche acustiche sempre migliori e maggiore maneggevolezza da parte degli esecutori. Tra i contemporanei che più di altri si sono cimentati nel migliorare lo strumento sono da ricordare il clarinettista Rosario Mazzeo e lo svizzero Renè Hagmann. |
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