5月12日
Pablo Neruda
L'amore perduto
I miei desideri vanno via oltre all'amata
in alvei tranquilli o violenti
e si scuotono sotto il suo sguardo
come gli albereti sotto il vento.
I miei occhi tremano nel pomeriggio oscuro
indovinandola per i sentieri:
oramai non sanno guardare verso l'altezza,
che vedono sulla terra gli astri.
La mia bocca cerca la parola pura
che coprirà il mio cuore nudo
quando voglia dare tutta la dolcezza
che prima volle consegnare, ma non poté.
I miei piedi vogliono seguire il suo sentiero
perché il suo sentiero sia mio,
perché finisca dove io finisco
e sia la mia allegria la sua allegria.
la sua mano ammorbidì la roccia
e sradicò dal roveto tutte le spine.
Le mie mani continuano a toccare quello che tocca
per vedere se in me il suo essere continua.
Oramai non naufragherà sotto i tuoi occhi
il mio cuore come una barca povera,
ti peserà il mio amore sulle spalle
e la tua gola nasconderà il mio nome.
I miei passi calpesteranno sentieri dolenti,
estingueranno i miei occhi le stelle,
e perforando la notte in cui mi trovi
arderanno i tuoi piaceri nella mia pena.
Le mie mani prenderanno fiori e frutti,
- benché li prendano saranno vuote -
ameranno i grappoli più oscuri,
sgraneranno le ultime spighe.
E saranno i balconi stranieri,
la tua voce lontana ed il tuo sguardo sempre,
la lampada accesa del ricordo
illuminando le mani nella fronte.
Lasciami amarti più in questa ora.
... Amami ora per non pensarlo.
Nel giardino che morrà nell'ombra
lascia che lo zampillo continui a cantare...